Il metodo

IL METODO

Come interpretiamo la filosofia ''naturale''

Per evitare il più possibile di interferire con quelli che sono gli equilibri della natura, in vigneto  cerchiamo di ridurre il più possibile gli interventi, in particolar modo quelli che esigono l’uso di macchine trattrici, . Quindi limitare allo stretto necessario i trattamenti fogliari e se necessario intervenire solamente nelle porzioni di vigneto (quelle più ombreggiate dal bosco o più vicine al fondo valle) dove l’incidenza della malattia storicamente è più pressante.  Anche la gestione dell’erba è limitata a soli due sfalci estivi, uno a Giugno e l’altro a Settembre prima della vendemmia, permettendo così numerose infiorescenze di erbe spontanee che possano attirare insetti e api.

In cantina la regola base è quella di non togliere e non aggiungere nulla al vino. Non esiste un vero e proprio metodo preciso, ma di anno in anno, a seconda delle caratteristiche del mosto che arriva in cantina, si opera di conseguenza, ad esempio aumentando o diminuendo la persistenza del mosto sulle bucce, modificando i tempi di permanenza sulle botti oppure operando più o meno travasi da una botte all’altra durante il periodo invernale. Qui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza e la capacità di cogliere i segnali che il vino trasmette durante la sua evoluzione.

«Non siamo contrari al biologico o al biodinamico, semplicemente non sono il punto d’arrivo ma un buon punto di partenza per chi vuole produrre vino naturale»